• Clara Oliveri

Siamo qui, ora. Non lasciamoci sovraccaricare dall’ansia, tra presente e futuro. Andrà tutto bene.

Aggiornato il: mag 17


Non dobbiamo reprimere e temere l’ansia né la paura. Affrontarle aiuterà a superarle. E ci si sentirà più leggeri. Perché noi non siamo abbastanza. Siamo tutto.

Spesso ci inoltriamo nella nostra mente, soprattutto in un periodo di stress, pensando ad alcuni eventi con paura, immaginandoci sfumature dettate dall’ansia, senza riuscire a pensare a quell’evento obiettivamente. Se stilassimo una lista, esaminando una situazione attuale, dividendola in due colonne, una che descriva obiettivamente la situazione, l’altra che descriva le nostre ansie, le nostre paure. Ci accorgeremmo dell’importanza di “fermarsi”. E’ importante pensare e ripetersi Sono qui, ora. E’ un approccio mentale con noi stessi che richiede molto esercizio, ma se ci riusciamo, sarà magnifico vedere quanti benefici comporta.



Ci sono tantissime sfaccettature a riguardo:

  • Spesso viviamo un presente, un momento senza nessun ostacolo o pericolo reale, in cui ci sentiamo sopraffatti dall’ansia. Allora sarà importantissimo stilare una lista, come detto prima, mentale o preferibilmente scritta, che ci aiuti a focalizzarlo e analizzarlo meglio. Da una parte scrivere le proprie ansie, dall’altra tutto le cose belle che abbiamo o ci accadono in quel periodo. Qui ci renderemo conto di come spesso un’ansia possa distorcere la realtà, che molte volte è migliore di come appare.

Io nel quotidiano, da anni ormai, custodisco un taccuino, in cui scrivo tutte le mie emozioni, e questo mi aiuta, non solo per concentrarmi sul presente, ma anche per godere dei miei progressi, e di come riesca con tanto impegno a superare alcune paure. Perché la paura come l’ansia ci rendono ciechi, ma sono due elementi fondamentali, perché senza di essi non potremmo conoscere la libertà, la leggerezza. E una volta superati questi ostacoli, sarà bellissimo godersi la propria vita.



Anni fa sentii un’intervista radio in cui chiedevano al cantante L. Ligabue il significato dell’album “Arrivederci mostro” (“Ognuno di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi. Li si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative e chissà in quali altri modi ancora. Sappiamo, però, che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo”. So benissimo che sarebbe fin troppo bello – conclude Luciano – che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: ‘Addio, mostro!’ ma un più prudente e realistico ‘Arrivederci, mostro!'”.)

Ricordo ancora quel discorso, le nostre paure più intime, più radicate in noi, possono sempre tornare, ma non dobbiamo temere quel momento, perché giorno dopo giorno, se impariamo ad affrontarle, riusciremo a combatterle e a sentirci più forti.



Quindi scegli un luogo in cui ti senti al sicuro, che sia al parco, in spiaggia, ovunque. Siediti da solo, e pensa ad oggi, a questo istante, goditi ciò che ti fa compagnia in quel momento, che sia l’aria fresca e i colori del prato, o la sabbia ce ti accarezza i piedi. Riguarda quella lista e pensa che sei qui ora, guardati dentro, il bene viene da noi. Impariamo a prendersi cura di noi stessi, per abbattere le paure.


  • Altre volte nel presente purtroppo, ci ritroviamo a vivere momenti di tristezza, di paura o dolore reali. Che sia una delusione, la perdita di un caro, un trauma subito. Allora viviamo il presente con angoscia. Ed è lì che pensare al futuro può aiutare. Qui si potrebbe stilare una lista con problemi reali da una parte, e speranze dall’altra.


Fermati e pensa anche se è una frase sentita e risentita che “non può piovere per sempre”. Ed è proprio così! Quando il dolore o l’ansia prendono il sopravvento per problemi reali, createvi un luogo futuro, una proiezione di voi, senza queste sensazioni. Immaginatevi in un posto che amate, senza dolore, senza paura. E pensate che un giorno questo momento arriverà, arriverà la leggerezza, come l’arcobaleno dopo la pioggia.

Ho scritto questo articolo durante la quarantena, e focalizzarmi sul futuro, come spiegavo prima, mi ha aiutato a non abbattermi, a tenere duro. A pensare che il meglio deve ancora venire. E ritorneranno sempre le belle giornate.

L’obiettivo che tutti dovremmo prefissarci è di star bene, che sia oggi o domani. È un percorso interiore, non semplice da mettere in atto, ma possibile. Quando raggiungerete questo obiettivo, capirete che ne è valsa la pena! Siamo tutti fatti della stessa sostanza, e tutti possiamo trovare la forza e la voglia di vivere la vita che desideriamo, che meritiamo.

La meditazione è una pratica molto diffusa, e spesso si sottovaluta etichettandola come una “moda”, ma è una pratica che viene consigliata anche dagli psicologi per combattere gli attacchi di panico o disturbi post traumatici, o semplici periodi di stress. Io personalmente ho partecipato a lezioni di yoga e meditazione, e ho notato da subito dei miglioramenti. Potrete trovare questa mia amica sul suo sito https://diariodiunayogi.com/ .

Se amate leggere, vi consiglio il libro “Metodo Mindfulness, 56 giorni alla felicità ” di Mark Williams e Danny Penman.

Altro libro, che mi ha accompagnata durante la mia esperienza di volontaria in Africa, è “L’arte della felicità. DALAI LAMA” con Howard C. Cutler.

Avete provato a creare questa “lista”?

Come affrontate le vostre ansie e paure? Come vi siete sentiti dopo averle superate?

Vi siete sentiti più fiduciosi guardando al presente senza paura, o al futuro pensando che torna sempre il sereno?

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