• Clara Oliveri

Descrizioni e atmosfere



Descrizioni e atmosfere

Quello che sicuramente il lettore ricorderà del testo è l’atmosfera. E’ importante renderla unica, travolgente. Non si esclude né si sminuisce il finale e la trama. Usare le giuste descrizioni anche sui personaggi, rendendoli vivi e reali, è fondamentale per rendere il lettore parte integrante della storia.

Per utilizzare ottime descrizioni non ci si deve focalizzare sul macro, ciò renderebbe la lettura noiosa, se si cominciasse a descrivere ogni singola cosa in modo dilungato e monotono. La tecnica chiave sta proprio nel descrivere il “micro”, ovvero piccoli dettagli, che diano spazio all’immaginazione e alla fantasia del lettore.


ESEMPIO “MACRO DESCRIZIONE” Era una donna affascinante, bionda, occhi azzurri e profondi, così composta e alta, sicura di sé, con le labbra dipinte di rosso, un rosso così vivo da ricordare il colore delle ciliegie.

ESEMPIO “MICRO DESCRIZIONE” Entrò in quella sala irradiando la sua bellezza e tutti i presenti sembrarono rimpicciolirsi. Come un cigno si avvicinò al tavolo.

Notate che pur non descrivendo in dettaglio, nel secondo esempio si crea un’atmosfera travolgente.



DESCRIZIONI CLASSICHE E IMPRESSIONISTICHE


Le descrizioni classiche come ad esempio Manzoni sono ricche di dettagli, soprattutto negli anni passati veniva utilizzato perché chi leggeva non aveva un gran bagaglio di informazioni, mentre adesso utilizziamo strumenti di informazione differenti e comuni come la tv, internet e i giornali. Si rischia però di annoiare il lettore.


Le descrizioni impressionistiche danno per scontato che tu qualcosa l’abbia già visto, sono brevi e specifiche, è un modo semplice ed efficace di descrivere. Si possono anche miscelare le due tecniche. Ovviamente il mondo moderno corre e presi dalla vita frenetica, il lettore non sarà disposto a leggere pagine e pagine di descrizioni. Ovviamente sta a voi scegliere il tipo di descrizione che più preferite.


Le descrizioni possono rallentare il ritmo della storia, ma ogni tanto una pausa ci vuole, creando anche la suspense. E’ importante usare parole specifiche e semplici, in modo da rendere la lettura piacevole e non costringere il lettore a stare con il vocabolario in mano (ovviamente questo non conta se si tratta di un libro tecnico, in quel caso è corretto usare termini meno comuni).


Nelle descrizioni è importante anche nascondere indizi ed elementi sorpresa in modo naturale, non spiegandolo chiaramente, si verrà a creare anche della suspense. Riutilizzando questi elementi il lettore verrà colto dall’effetto sorpresa.


Riprendendo il concetto iniziale, è importante descrivere solo l’essenziale e non annoiare con l’ovvio. Si descrive solo ciò che il lettore da solo non riuscirebbe ad immaginare.


E’ importante utilizzare l’effetto zoom e l’ordine casuale, non la lista della spesa (ovvero una descrizione ordinata e statica). Utilizzando l’effetto zoom si descrive un piccolo dettaglio per poi far comprendere meglio il macro.

Con lo zoom out, come nel cinema, si descrive ad esempio un occhio per arrivare a vedere un uomo sdraiato a terra.

Con l’effetto zoom in si descrive una stanza buia per poi arrivare all’occhio del personaggio, dove magari vedremo l’immagine di un vecchio ricordo. Si può tranquillamente tornare indietro in una descrizione, giocando con il “movimento della storia”, rendendo la lettura più travolgente.


Anche i dialoghi sono fondamentali per descrivere il carattere o altre caratteristiche dei personaggi, dell’atmosfera e della storia in generale. Anche i dialoghi devono essere spontanei e essenziali, senza dilungarsi nel superfluo. Devono rimanere in linea e coerenti con la personalità dei personaggi.


Tutto quello di cui abbiamo parlato in questo articolo vale anche per i luoghi, rifacendosi sempre alla tecnica dello “show, don’t tell” appunto mostra e non dire. Descrivendo i luoghi in modo armonioso e lasciando libero spazio all’immaginazione del lettore, non dilungandosi in descrizioni ovvie e noiose.

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