• Clara Oliveri

Show D'ont Tell. Mostra, non raccontare.


Teoria

Lo scrittore e insegnante di narrazione Giulio Mozzi mette in stretta relazione l'utilizzo di questa e di altre tecniche narrative, con la questione del cosiddetto "realismo" in narrativa. Nello specifico Mozzi afferma: "La regola dell'antinoioso è show, don't tell, ossia presenta, non evocare".[1][2] Lo Show, don't tell, che ha molto a che vedere con la scrittura cinematografica, è una tecnica ma anche una scelta narrativa ben precisa. Federico Fellini affermava:

«Non voglio dimostrare niente. Voglio mostrare»

(Federico Fellini)

Tale affermazione rafforza il concetto di un'opera narrativa - letteraria o cinematografica, non c'è differenza- che porta chi la consuma a farsi una propria opinione interagendo con l'opera, leggendola attraverso le proprie convinzioni e conoscenze. Ciò non significa che l'autore non abbia una propria opinione, ma che deve guardarsi bene dal rischio di comparire in prima persona, privilegiando la scelta di quale fetta di realtà mostrare. La regola del "mostra, non raccontare" è anche un espediente narrativo per evitare l'intimismo e l'introspezione. Jean-Patrick Manchette, uno dei più importanti giallisti europei, pur dichiarando esplicitamente le proprie convinzioni politiche, affermava: "Non mi ficco negli arcani della psiche dei miei personaggi."

Testo preso da https://it.wikipedia.org/wiki/Show,_don%27t_tell

Dire tutto e descrivere ogni singola parte, spesso rende un racconto lungo e noioso. Anestetizzando la fantasia del lettore. Quello che non viene detto incuriosisce di più. Ridurre al minimo le parole utilizzate e dare gli elementi necessari. Quello che lascia il segno è quello che non mostri. Puoi spiegare un personaggio attraverso dei dialoghi, mostrandolo senza fare un elenco ad esempio: occhi castani, persona timida. Descrivilo anche attraverso altri personaggi. Sono le piccole descrizioni a rendere grande la storia!

La tecnica definita “Show, don’t tell”, ovvero, mostra, non raccontare, è un procedimento che si adotta in narrativa nella scrittura di un libro (un romanzo, un racconto, una novella), per cui lo scrittore mostra il personaggio in azione, anziché descriverlo.


Facciamo subito un esempio.

Se io scrivo: Luca era arrogante

Sto descrivendo un tratto della sua personalità.

Se invece scrivo: Quando la cameriera arrivò con il vassoio, Luca non alzò lo sguardo dal portatile; con la mano indicò alla cameriera di lasciarlo sul tavolo. «Posso fare altro per lei?» disse la giovane donna. «Cosa mai potrebbe fare per me una cameriera, mentre sto preparando il discorso per il presidente?»

In questo modo sto svelando il personaggio attraverso ciò che dice e come si comporta.

ECCO ALTRI ESEMPI :


«L'istinto è una cosa meravigliosa» continuò Poirot. «Non può essere spiegato, né dev'essere ignorato.»

[Agatha Christie, «Poirot a Styles Court»]

...il cuore le si frantumò quando vide il suo uomo supino nel fango, già morto in vita, ma che resisteva ancora un ultimo minuto al colpo di coda della morte affinché lei avesse il tempo di arrivare. Riuscì a riconoscerla nel tumulto attraverso le lacrime del dolore irripetibile di morirsene senza di lei e la guardò l'ultima volta per sempre con gli occhi più luminosi, più tristi e più riconoscenti che lei gli avesse mai visto in mezzo secolo di vita in comune, e riuscì a dirle con l'ultimo respiro: «Solo Dio sa quanto ti ho amata».

[Gabriel García Márquez, «L'amore ai tempi del colera»]

Napoleon stesso partecipò alla riunione della domenica seguente e pronunciò una breve orazione in onore di Gondrano. Non era stato possibile, disse, riportare i resti del loro compianto compagno perché trovassero sepoltura nella fattoria, ma egli aveva ordinato una grande corona composta con foglie della pianta di alloro del suo giardino, da deporre sulla tomba dello scomparso. Pochi giorni dopo era intenzione dei maiali tenere un grande banchetto funebre in onore del defunto. Napoleon terminò il suo discorso ricordando le due massime favorite da Gondrano: "Lavorerò di più" e : "Il compagno Napoleon ha sempre ragione!", massime, egli disse, che ogni animale avrebbe dovuto adottare come proprie.

[George Orwell, «La fattoria degli animali»]

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